IPNOSI TRA MITO E REALTÀ

Con questa lista di "falsi miti", andiamo a sfatare ogni idea sbagliata e ogni convinzione errata circa il fenomeno dell'ipnosi.


Bando ai preconcetti e alla diffidenza, l'ipnosi è uno strumento rivoluzionario per il benessere emozionale dell'individuo, il mezzo attraverso il quale aprire una finestra sul suo vissuto e comprendere i perchè più profondi del suo agire, delle sue scelte e della sua sofferenza...

Mito #1: Andare in ipnosi vuol dire dormire o perdere la coscienza 


FALSO!

Durante l'intero corso di una procedura ipnotica il soggetto ipnotizzato è in grado di ascoltare, pensare e rispondere: è sempre al corrente di ciò che accade intorno a lui. Ciò che l'operatore-ipnotizzatore può piuttosto essere abile nel fare è impedire che fonti di distrazione esterna possano enficiare il risultato della procedura, guidando il soggetto a focalizzare la sua attenzione su eventi/fatti specifici e sugli stati emotivi ad essi ricollegabili. 
Nonostante il corpo sia rilassato, durante una seduta la mente è molto più attiva in quanto impegnata in un'opera importante di concentrazione e di ricordo. Il soggetto che viene ipnotizzato, al termine della seduta sarà perfettamente in grado di ricordare tutto in quanto è sempre in costante collegamento con l'operatore/ipnotizzatore che lo sollecita a ricordare e a citare episodi e sensazioni. Nessun soggetto può dimenticare quanto è stato oggetto della seduta ipnotica. 

Mito #2: Se non si viene "risvegliati", non si può uscire dallo stato ipnotico


FALSO!

Lo stato ipnotico, indipendentemente dalla metodologia utilizzata per indurlo, è il frutto di un insieme di stimolazioni inoltrate dall'operatore/ipnotizzatore. Laddove le stimolazioni cessano, non vi è più modo di alimentare e mantenere lo stato ipnotico il quale pertanto decade in maniera automatica.


Mito #3: L'operatore/ipnotizzatore può fare ciò che vuole del soggetto ipnotizzato 


FALSO!

Nessun operatore/ipnotizzatore può obbligare sotto ipnosi un soggetto a fare qualcosa che sia contrario alle sue credenze radicate, alla sua etica o alla sua morale o semplicemente una qualsiasi cosa che egli non vuole fare. il ruolo dell'operatore/ipnotizzatore è quello di guidare il soggetto affinchè entri in uno stato ipnotico utile ad amplificare percezioni, sensazioni ed emozioni. Qualsiasi tipo di suggestione indotta che non sia gradita dal soggetto, può essere volontariamente rifiutata. Non si dimentichi mai che l'ipnosi prevede l'instaurarsi di un rapporto di collaborazione tra operatore/ipnotizzatore e soggetto, non è in alcun modo una forma di potere o di supremazia che l'operatore/ipnotizzatore esercita nei confronti del soggetto. 


Mito #4: Con l'ipnosi possono emergere impulsi, pensieri e ricordi che possono far star male


FALSO!

Si tratta di un eventualità piuttosto rara. Piuttosto, capita più di frequente che l'individuo abbia crisi di pianto, tremori o provare forti emozioni all'inizio dell'induzione, quando il rilassamento favorisce la fuoriuscita di sensazioni e tensioni fino a quel momento trattenute. Lo stesso stato può essere prodotto da un libro o da un film commovente.


Mito #5: L'ipnosi è pericolosa


FALSO!

In realtà è esattamente l'opposto. L'ipnosi è un processo sicuro, che anche laddove non venisse attivato secondo le dovute procedure non è in grado di provocare particolari effetti negativi. In questo caso, l'effetto peggiore che potrebbe verificarsi sarebbe la mancata produzione dello stato ipnotico nel soggetto.
Rifacendosi all'affermazione di uno dei più grandi ipnotisti della storia, Milton Erickson, "l'ipnosi non esiste, tutto è ipnosi" si intende sottolineare come quotidianamente si venga sottoposti a ipnosi da parte di elementi esterni: il tragitto che si compie da casa al lavoro divenuto abitudine e pertanto compiuto in maniera automatica senza particolare concentrazione, un film coinvolgente che catalizza la nostra attenzione sullo schermo al punto da far perdere di vista i ruomori e i suoni circostanti, l'innamoramento prodotto in noi dal partner, etc. L'ipnosi è uno strumento il cui utilizzo risulta essere quindi piacevole, grazie alla possibilità che offre di accedere a contenuti emotivi talvolta rimossi o semplicemente non vissuti a suo tempo in maniera consapevole. 

Mito #6: Solo le persone particolarmente sensibili e assertive possono essere ipnotizzate


FALSO!

L'ipnosi non ha nulla a che vedere con l'indole caratteriale o con l'intelligienza. Ogni soggetto può essere condotto in stato ipnotico laddove non dimostri particolari resistenze logiche che impediscono il contatto con la sua parte più profonda, ossia la sua emotività, alias "l'inconscio". E' infatti con quest'ultima istanza che l'operatore/ipnotizzatore instaura il legame ipnotico e la resistenza logica può enficiare la riuscita della procedura essendo questa per ruolo preposta alla "difesa" dell'individuo da qualsiasi perdita di inibizione. Tutti sono ipnotizzabili, ciò che può variare è piuttosto la profondità dello stato ipnotico raggiungibile da ciascuno.


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